Dopo la nomina, Dennis Reichardt ha innanzitutto ringraziato il suo predecessore Daniel Huser per il lavoro scrupoloso e lungimirante svolto. Ha poi espresso la sua intenzione di proseguire lungo il percorso segnato, ma anche di aprirsi a nuove idee, con coraggio. Il nuovo presidente ha ribadito l’importanza della partecipazione e di una cultura della collaborazione tra settori, regioni e generazioni. È infatti proprio in questa pluralità, oltre i confini linguistici, che vede la forza dell’associazione.
Un tecnico della costruzione fatto e finito
Dennis Reichardt ha superato tutte le tappe di una carriera da tecnico della costruzione – dall’apprendistato come disegnatore di impianti di riscaldamento fino al diploma di ingegnere RVC. Oggi dirige «Die Klimamacher AG» ad Arbon, un’azienda RVCS con 120 collaboratori.
Il 54enne lavora con suissetec da 20 anni e dal 2017 è membro del Comitato centrale e presidente del settore tecnico Riscaldamento.
Con i suoi contatti nel mondo della politica e dell’economia, Dennis Reichardt conosce bene i compiti che impone il nostro tempo. E guarda con ottimismo al futuro: «Le sfide sono grandi, ma le nostre potenzialità lo sono di più.» Individua le priorità d’azione nell’enorme domanda di personale specializzato e nell’integrazione della sostenibilità nel lavoro quotidiano.
Altri temi rilevanti per lui e per tutto il settore sono la digitalizzazione, la pressione dei prezzi e gli ostacoli amministrativi. I clienti oggi richiedono soluzioni, non solo prodotti; i collaboratori cercano un significato, non solo il salario; e il mercato vuole dinamismo e allo stesso tempo qualità.
Dennis Reichardt enumera con entusiasmo i punti di forza del settore: «Noi siamo i fautori della transizione energetica, noi consentiamo di proteggere il clima e costruiamo il mondo di domani.»
Infine, è un settore che promette ai giovani una vasta gamma di professioni che offrono prospettive, dignità e significato.
Cinque risposte di Dennis Reichardt
- Qual è stato il momento più cruciale della sua carriera?
L’esperienza più pregnante è stata passare da dipendente a datore di lavoro. Improvvisamente sei responsabile non solo del tuo incarico, ma anche delle persone, di vite, della qualità e di decisioni a lungo termine. Questo cambia radicalmente la propria prospettiva.
- Ha due figli già adulti. Ci sono abilità sviluppate nella vita privata che le saranno utili ora da presidente dell’associazione?
Una famiglia funziona solo con quando si è disposti al compromesso, a trattare gli altri con rispetto e ascoltarli realmente. Queste capacità sono utili anche nella vita associativa: permettono di fare confluire i diversi interessi e trovare soluzioni sostenibili.
- Quand’è l’ultima volta che è rimasto particolarmente soddisfatto del lavoro di un artigiano nel privato?
Due anni fa circa abbiamo ristrutturato il nostro piano terra ed è andato tutto alla perfezione: accordi chiari, esecuzione precisa, tempistiche affidabili, comunicazione proattiva. Certo, molto dipende però anche da come il cliente si relaziona con gli artigiani: sempre con rispetto e alla pari.
- Quale libro non strettamente legato alla tecnica della costruzione ritiene debbano leggere tutti nel nostro settore?
Direi «Chi ha spostato il mio formaggio?» di Spencer Johnson: è un libro semplice e alla portata di tutti, che mostra però in modo molto efficace come gestire i cambiamenti. Ed è proprio ciò di cui abbiamo bisogno nel nostro settore.
- Tre parole che dovranno definire suissetec tra quattro anni?
Efficace, interconnessa e pronta per il futuro!
Efficace: suissetec assicura vantaggi tangibili ad aziende e soci.
Interconnessa: settore, formazione, politica e partner lavorano insieme per raggiungere gli obiettivi.
Pronta per il futuro: persegue attivamente lo sviluppo dei professionisti, delle innovazioni e delle condizioni generali.
Testo: Marcel Baud

