Cosa l’ha colpita di più di suissetec da quando ha iniziato?
Mi è piaciuto vedere collaboratori e soci davvero entusiasti del loro settore, per cui mostrano un impegno straordinario. Fin dall’inizio mi sono sentito pienamente accolto in suissetec, come in una grande famiglia. Già quando mi sono confrontato per la prima volta con il mio nuovo datore di lavoro, mi avevano impressionato le dimensioni dell’associazione e del settore della tecnica della costruzione.
Ricopriva una posizione simile in Pro Senectute. Che esperienze e insegnamenti ne ha ricavato?
Nella mia funzione il lavoro è lo stesso. Anche in Pro Senectute dovevo seguire le vicende politiche, formulare posizioni interne e rappresentarle all’esterno. Anche lì all’inizio del mio incarico ho avuto l’onere di rafforzare e accrescere l’impegno politico, ma in suissetec naturalmente non inizio da zero. Benché siano argomenti diversi, ci sono punti di contatto, ad esempio nel campo delle assicurazioni sociali e della politica abitativa. Per conoscenze più pertinenti a questo settore mi rifaccio alla mia esperienza presso la Eawag.
Qual è stato il motivo principale che l’ha fatta passare alla tecnica della costruzione?
È un settore che svolge un ruolo fondamentale nel fornire i servizi primari, in primo luogo l’alimentazione, l’aria e l’acqua, inoltre contribuisce in modo determinante alla realizzazione della transizione energetica. Ciò che trovo particolarmente motivante è che posso rappresentare politicamente interessi che hanno una rilevanza sociale e un risvolto pratico. Mi hanno subito affascinato la molteplicità di aspetti e i vantaggi concreti per la società.
Il suo orientamento politico ha inciso sulla sua nomina?
No. Rispetto ad altre associazioni, suissetec è politicamente neutrale. È un aspetto che apprezzo molto.
Quali tre capacità sono essenziali per svolgere il suo ruolo?
Sono ben più di tre (ride)! Innanzitutto bisogna conoscere bene il sistema politico, le funzioni e le modalità di azione di partiti e associazioni. Poi occorre pazienza
e tenacia nel perseguire un obiettivo e non arrendersi al primo ostacolo. Come terza cosa direi sapere curare la rete. È un’abilità fondamentale per reperire le informazioni, ma anche per trasmettere le proprie posizioni.
Come affronta la difficoltà di dover rappresentare un’attività a livello professionale quando personalmente è di un’altra opinione?
Ciò che è importante è assumere la prospettiva dell’associazione e dei suoi soci. Cerco di procedere nel modo più razionale possibile, di analizzare i fatti e di conoscere lo stato delle cose. Nel costruire il consenso si giunge spesso a un compresso tra i vari interessi individuali, di diversa rilevanza, soprattutto nel contesto delle piccole aziende o dei grandi gruppi. E non è un dramma se a volte personalmente si sostiene un’altra posizione. L’essenziale è rappresentare gli interessi in modo convincente.
Con lei, suissetec rafforza il suo impegno politico. Perché è stato necessario questo passo?
I processi politici sono diventati più intricati: più intensi, più rapidi e più complessi. Nell’arco di vent’anni l’attività parlamentare e gli standard normativi sono aumentati di oltre il 50%. Occorre verificare di continuo se e come ne può essere interessato il settore. Inoltre, molte attività rilevanti avvengono anche a livello cantonale – al momento ad esempio i salari minimi ma anche la pianificazione territoriale o la politica energetica. Il mio predecessore, Urs Hofstetter, che può ora dedicarsi totalmente ai suoi mandati, ha già raggiunto molto. E lo sappiamo: con i successi aumentano anche le aspettative.
Quale approccio strategico adotterà?
Al momento stiamo formulando una roadmap per definire il ruolo futuro che suissetec dovrà svolgere attivamente a livello federale e cantonale. E con 26 parlamenti cantonali e oltre 2600 seggi, il coinvolgimento a livello cantonale non è per niente semplice. La Confederazione a confronto è molto più gestibile. Inoltre ci relazioniamo con svariate associazioni di categoria e mantello. Qui occorre dare ancora più risonanza alla nostra voce.
Quali temi richiedono al momento maggiore attenzione?
Il Programma Edifici deve risentire il meno possibile dei tagli alla spesa. La direzione presa è quella giusta, come è stato confermato anche dal popolo svizzero. Con l’abolizione del valore locativo a livello federale è fondamentale che i cantoni continuino a concedere deduzioni per le misure energetiche e ambientali. Dobbiamo però anche monitorare l’iniziativa Stop al black out e gli accordi sull’elettricità nel pacchetto con l’Europa. Infine, ci impegniamo per assicurare condizioni stabili ed economicamente valide, in quanto solo così si possono avviare investimenti di grande portata e incrementare la quota di risanamenti.
Quali aspetti portano vantaggi diretti al settore?
In generale è la politica «stop and go» che è problematica. I nostri soci hanno bisogno di sicurezza di investimento e di progettazione. Quando un’impresa investe ad esempio nel campo del solare e le direttive politiche improvvisamente cambiano impedendo per lo più di comprare gli impianti fotovoltaici, viene compromessa la sua base economica. Il nostro impegno politico come associazione è dunque volto a prestare un sostegno diretto al duraturo successo economico dei soci suissetec.
Perché la pressione politica è determinante per la tecnica della costruzione?
Le decisioni politiche definiscono la tecnica della costruzione. È un settore animato dalle conoscenze ed esperienze pratiche degli specialisti. Queste conoscenze, determinanti per i sistemi, devono essere trasferite alla politica, in modo da assicurare che le condizioni generali e i regolamenti nei campi per noi rilevanti rimangano stabili e adeguati all’applicazione pratica. Come si suol dire: agire è meglio che subire.
Quali sono le opportunità di collaborazione con le organizzazioni partner?
Le sinergie, come lo scambio di informazioni ed esperienze, nascono in primo luogo con le associazioni del settore edilizio ma anche con altre associazioni commerciali mantello e con il settore dell’energia. Potenzieremo la nostra cooperazione secondo le situazioni, cioè laddove suissetec può trarre valore aggiunto, al fine di dare più voce alle nostre richieste politiche.
A chi ci rivolgiamo in particolare per il nostro posizionamento strategico?
Penso all’Unione svizzera degli imprenditori (USI), a Costruzionesvizzera, all’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) o ad aeesuisse. A fronte del numero di imprese e del suo peso economico, suissetec può acquisire a pieno diritto una posizione importante all’interno di queste associazioni. Non dobbiamo rimanere bloccati allo status quo, bensì aprirci a idee sempre nuove.
Come possono contribuire attivamente i soci?
Le proposte costruttive sono sempre bene accette. Più sono concrete e più sono preziose. Affermazioni generali come «Bisognerebbe fare qualcosa contro la burocrazia» non sono di grande aiuto. È invece più utile quando i soci indicano esempi concreti, ad esempio una prescrizione tecnica che non tiene conto delle reali condizioni di lavoro oppure un modulo che provoca un inutile dispendio di lavoro. A livello comunale, cantonale o anche nazionale, accogliamo con entusiasmo l’iniziativa di specialisti della tecnica della costruzione di ricoprire posizioni politiche. Nessuno conosce la realtà dei cantieri e le circostanze tecniche meglio dei nostri professionisti.
In quale direzione andrà suissetec sul lungo termine?
Le disposizioni di legge e i regolamenti condizionano fortemente il lavoro nel mondo della costruzione e della ristrutturazione. È pertanto essenziale che la nostra esperienza pratica confluisca nei processi decisionali della politica. L’esperienza pratica porta a decisioni realistiche – e solo le decisioni realistiche portano risultati concreti. Vogliamo e dobbiamo partecipare attivamente: la tecnica della costruzione deve essere riconosciuta nella politica e nella società sempre di più come un settore moderno, orientato alle soluzioni e rivolto al futuro.
Alexander Widmer
… abita a Zurigo, nel quartiere di Wipkingen. Prima di entrare in suissetec dirigeva il settore «Innovazione e politica» presso Pro Senectute Svizzera. Precedentemente ha lavorato per molti anni in diverse scuole universitarie e per la Eawag. Presta volontariato come arbitro in materia di locazione per la Città di Zurigo. Trascorre volentieri il suo tempo libero in giardino, eliminando le erbe infestanti o, meglio ancora, davanti al barbecue. Trova il suo equilibrio nella musica dal vivo o con un buon libro.
Intervista: Marcel Baud

