Il PECC è approvato, ora tocca a chi costruisce il futuro

Il nuovo Piano energetico e climatico cantonale indica una direzione chiara: meno consumi, meno emissioni, più energie rinnovabili. Ma tra gli obiettivi fissati sulla carta e la loro realizzazione ci sono migliaia di edifici, impianti e decisioni da prendere. Ed è qui che entra in gioco il nostro settore.

Il Ticino ha finalmente il suo nuovo Piano energetico e climatico cantonale, il PECC. Dopo più di dieci anni dal precedente Piano energetico, il Cantone aggiorna la propria strategia e mette insieme energia e clima, guardando alla riduzione dei consumi, alla decarbonizzazione, alla produzione indigena di energia rinnovabile e all’adattamento ai cambiamenti climatici. Sulla carta, una direzione precisa. Nella realtà, una sfida enorme.

Perché un piano energetico non si realizza nei documenti ufficiali. Si realizza negli edifici, nelle aziende, nelle abitazioni, nei cantieri e soprattutto attraverso le competenze di chi ogni giorno progetta, installa, manutiene e rende efficienti gli impianti.

 Il fotovoltaico e la discussione sugli obblighi

Uno degli aspetti più discussi durante l’iter parlamentare è stato il fotovoltaico. La proposta originaria prevedeva misure più incisive, compresi alcuni obblighi legati al rifacimento delle coperture e agli edifici di grandi dimensioni. Il Gran Consiglio ha però deciso di stralciare queste disposizioni. È una scelta politica che lascia aperta una questione fondamentale: se diminuiscono gli obblighi, quali strumenti permetteranno di raggiungere gli obiettivi fissati dal PECC? La risposta non può essere affidata soltanto alla buona volontà dei proprietari. Servono condizioni economiche favorevoli, incentivi efficaci, procedure semplici e tempi autorizzativi compatibili con le esigenze del mercato. Ma serve anche qualcosa che spesso viene dimenticato: la capacità di realizzare concretamente la transizione energetica.

 La transizione passa dagli installatori

Ed è qui che il ruolo degli installatori diventa centrale. Pompe di calore, fotovoltaico, accumulo, sistemi di regolazione, ventilazione, efficientamento degli impianti, gestione intelligente dell’energia: la trasformazione energetica non è un concetto astratto. È fatta di tecnologia e di lavoro. E soprattutto di professionalità. Il nostro settore si trova quindi davanti a una grande responsabilità, ma anche davanti a un’opportunità. Nei prossimi anni la domanda di competenze tecniche legate all’efficienza energetica e alla produzione di energia rinnovabile è destinata a essere sempre più importante: non basta installare un impianto, occorre saper progettare un sistema; non basta produrre energia, occorre saperla gestire; non basta sostituire una caldaia, occorre ripensare il modo in cui un edificio consuma energia. Questa evoluzione richiede formazione, aggiornamento professionale e capacità di lavorare insieme tra progettisti, installatori, architetti, ingegneri, aziende energetiche e committenti.

 Dagli obiettivi ai cantieri

Il PECC indica una direzione. Ma sarà il mercato a trasformarla in realtà.

E il mercato ha bisogno di regole chiare e stabili. Un’impresa investe in personale, formazione, attrezzature e nuove tecnologie quando sa che gli indirizzi politici non cambieranno continuamente.

Lo stesso vale per il proprietario che deve decidere se investire decine o centinaia di migliaia di franchi per risanare un edificio.

La transizione energetica non può essere costruita soltanto con nuovi obblighi. Deve diventare anche un investimento economicamente comprensibile e tecnicamente conveniente.

Questo è forse il passaggio più importante che ci attende.

 Il futuro non si installa da solo

Il nuovo PECC rappresenta dunque un punto di partenza, non un punto di arrivo. Gli obiettivi sono ambiziosi. Gli strumenti dovranno dimostrarsi all’altezza. E soprattutto dovrà esserci un dialogo concreto tra istituzioni e mondo economico. Perché chi lavora ogni giorno sul campo conosce meglio di chiunque altro le difficoltà e le opportunità della transizione energetica. Il futuro energetico del Ticino non sarà deciso soltanto nelle aule parlamentari. Sarà deciso anche sui tetti, nelle centrali termiche, nei locali tecnici, nei cantieri e nelle aziende che ogni giorno trasformano le idee in impianti funzionanti.

 E in questa trasformazione, gli installatori non saranno semplicemente chiamati a eseguire ciò che altri hanno deciso. Saranno tra i protagonisti del cambiamento.

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