Radioattivo, inodore, invisibile: un pericolo sotterraneo che solo i dosimetri permettono di scovare. Parliamo del radon, un gas nobile derivato dal decadimento dell’uranio, a sua volta presente nella maggior parte delle rocce della crosta terrestre. Il radon diventa pericoloso per la salute quando fuoriesce dal terreno e penetra attraverso crepe, fughe o altri punti non isolati, accumulandosi all’interno. Dopo il fumo, il radon è la seconda causa più frequente di cancro ai polmoni. Il rischio aumenta linearmente all’aumentare della concentrazione e dell’esposizione. L’insidia sta nel fatto che gli effetti non sono immediatamente percepibili. L’impatto del radon sulla salute viene spesso sottovalutato, eppure questo gas è il principale responsabile delle radiazioni cui è esposta in media la popolazione svizzera. Dal 2018, nei locali di soggiorno si applica in Svizzera un livello di riferimento di 300 Becquerel per metro cubo (Bq/m³) per la concentrazione annuale media di radon. Le misurazioni hanno mostrato che oltre il 10% degli edifici esaminati supera questa soglia. L’OMS raccomanda addirittura un livello di riferimento di 100 Bq/m³. Per ragioni geologiche il radon è presente in tutta la Svizzera, motivo per cui si trovano edifici contaminati in tutte le sue regioni. Le zone a maggiore concentrazione di radon sono il Ticino e parti delle Alpi e del Giura.
Efficienza energetica senza sorprese
Sia negli edifici nuovi che nelle riattazioni, la norma SIA 180 impone un concetto di ventilazione che tenga conto del radon e di altre sostanze nocive, per garantire una protezione a regola d’arte. È un aspetto importante soprattutto per l’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare. La Strategia energetica 2050 mira infatti a ridurre le dispersioni termiche grazie a involucri edilizi più isolati. Il problema è che se si rende più ermetico l’edificio senza prevedere un ricambio d’aria controllato, si rischia di aumentare la concentrazione interna di radon. Se invece l’efficientamento energetico viene abbinato a concetti di ventilazione con recupero di calore, è possibile ridurre i costi energetici e allo stesso tempo migliorare la qualità dell’aria.
Misurare per fare chiarezza
Misurare il radon è semplice ed economico (200–300 franchi). Anche i non addetti ai lavori possono farlo: basta usare un dosimetro passivo. Tecnici e proprietari possono richiedere i dosimetri ai servizi di misurazione riconosciuti (vedi riquadro +INFO). Per risultati il più possibile affidabili, l’UFSP raccomanda di rilevare i valori durante un intero anno. In alternativa si può eseguire una misurazione di 90 giorni da ottobre a marzo, cioè durante il periodo di maggiore esposizione. Nei mesi invernali, il riscaldamento genera un ulteriore effetto di aspirazione a causa della differenza di temperatura tra esterno ed interno. Così l’aria carica di radon viene aspirata dallo scantinato, mentre nella parte superiore dell’edificio si crea una spinta verso l’alto, un po’ come in una mongolfiera.
Ventilazione: efficiente ed efficace
In caso di valori positivi o elevati, la prima cosa da fare è intervenire sulla struttura sigillando i possibili punti d’infiltrazione, come crepe e aperture a contatto con il terreno. Le basi dei cavedi tecnici devono essere coperte con calcestruzzo e dotate di sistemi di scolo. Occorre inoltre sigillare le porte degli scantinati, per impedire all’aria contaminata di penetrare in casa. Altrettanto efficace è l’installazione di infissi più isolanti ed eventualmente di un sistema di ventilazione, soprattutto nei locali di soggiorno e in cantina. In entrambi i casi si migliora l’efficienza energetica.
Bisogna invece prestare attenzione alle ventole di aerazione. In assenza di diffusori d’immissione, infatti, l’impianto di estrazione dell’aria crea una depressione interna, aspirando così dallo scantinato l’aria carica di radon. Gli impianti di sola estrazione dell’aria sono pertanto sconsigliati nelle zone a rischio radon. Va inoltre considerato che i diffusori d’immissione riducono sì la depressione e quindi le infiltrazioni di radon, ma non le eliminano del tutto. Per impedire l’afflusso di radon, i piani a contatto con il terreno dovrebbero essere addirittura in leggera sovrapressione. Per quanto riguarda l’efficienza energetica, bisogna considerare che attraverso i diffusori penetra aria non trattata, senza recupero del calore.
Per conciliare salute ed efficienza energetica, l’ideale è un sistema di areazione controllata. Questa ventilazione meccanica garantisce un ricambio d’aria continuo e controllato, previene in qualsiasi locale il rischio di accumulo di radon e recupera gran parte del calore. Ciò presuppone tuttavia un’attenta regolazione della portata d’aria immessa ed estratta.
Protezione per i più piccoli
La priorità è proteggere i bambini: per scuole e asili, l’Ordinanza sulla radioprotezione (ORaP, RS 814.501) prevede un obbligo di misurazione del radon e relativo risanamento. Anche per i luoghi di lavoro il livello di riferimento è di 300 Bq/m3. È quindi consigliabile esaminare officine, magazzini e uffici, specialmente se in piani interrati.
Il radon non va considerato in maniera isolata. L’OMS raccomanda infatti di esaminarlo nel contesto generale della qualità dell’aria interna. Un impianto di ventilazione ottimizzato migliora non solo la protezione dal radon, ma anche la gestione di umidità, CO₂ e altre sostanze dannose.
“Solo una misurazione permette di stabilire con certezza la concentrazione di radon e rappresenta una prevenzione contro il cancro ai polmoni. È facile ed economica e andrebbe programmata preventivamente per la stagione invernale.”
Fabio Barazza
Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) Unità di direzione Protezione della salute
L’essenziale in sintesi
– Il radon è un gas nobile radioattivo, invisibile e inodore. Fuoriesce dal terreno e penetra nell’edificio da punti non isolati come ad esempio crepe o finestre di seminterrati;
– Il radon è la seconda causa di cancro ai polmoni più frequente dopo il fumo;
– Più del 10% degli edifici svizzeri supera il livello di riferimento di 300 Bq/m³ (media annuale);
– Con i dosimetri, misurare il radon è facile ed economico, idealmente per tutto l’anno, in alternativa da ottobre a marzo;
– Obbligo di misurazione e risanamento per scuole e asili; anche per i luoghi di lavoro il livello di riferimento è di 300 Bq/m3.
– Il risanamento energetico aumenta l’efficienza, ma sigillando l’involucro edilizio si altera l’equilibrio dell’aria interna: se il radon non può fuoriuscire, tenderà ad accumularsi, per questo il risanamento dell’involucro edilizio deve sempre prevedere anche sistemi di ventilazione, così da risparmiare energia migliorando anche comfort e benessere.
– Attenzione agli impianti di sola estrazione dell’aria: molto meglio un’areazione controllata con recupero del calore e portate d’aria calibrate.
INFO E DOCUMENTAZIONE
– bag.admin.ch/it/radon-3
– Servizi di misurazione riconosciuti: bag.admin.ch/it/misurare-la-concentrazione-di-radon
– Promemoria suissetec «Ventilazione ed evacuazione dell’aria di locali cantina» e rapporto finale sullo studio di SvizzeraEnergia «Condizionamento degli scantinati in edifici residenziali»
Probabilità di superamento del valore di riferimento di 300 Bq/m³ per la concentrazione di radon negli edifici

