L’innovazione è un fattore vincente dello sviluppo economico e oggi la svolta energetica ne costituisce una componente rilevante. La posizione del Ticino su questo tema è stata al centro di un evento promosso dall’editore di pubblicazioni tecniche e commerciali Fabio Sacchi di Sacchi Edizioni Tecniche & Commerciali SA e moderato da Generoso Chiaradonna, giornalista del Corriere del Ticino. Nel saluto di apertura l’On. Claudio Zali, Presidente del Consiglio di Stato e responsabile del Dipartimento del territorio, ha citato lo stato di dipendenza e criticità energetica che la crisi del Golfo produce, illustrando quindi la strategia di decarbonizzazione elaborata dal cantone con target al 2050, che ha realizzato dal 2008 un -20% di emissioni, soprattutto grazie alla riduzione del riscaldamento di fonte fossili. Si è detto più favorevole ad una politica di incentivi piuttosto che di divieti, auspicando inoltre un forte intervento del comparto bancario nel sostenere il finanziamento della transizione. Una transizione non immune da ostacoli, ha sostenuto Michele Fasciana dell’ufficio del clima e della decarbonizzazione del dipartimento del territorio, sollecitato da Generoso Chiaradonna. Fra gli altri eccesso di burocrazia, carenza di informazione talvolta perfino da parte di operatori del settore e soprattutto accettazione sociale dei cambiamenti e relativi costi.
Ci sono criticità tecniche
Alcune criticità di natura tecnica sono state illustrate anche da Angelo Bernasconi, CEO di AIL SA, e Andrea Emilio Rizzoli, docente e direttore presso la IDSA, USI e SUPSI. L’energia rinnovabile, a iniziare dall’acqua, solare ed eolica, segue i ritmi della natura ma se ne può ottimizzare la gestione, lo stoccaggio e il consumo attraverso l’intelligenza artificiale, la cui potenzialità non deve tuttavia essere sopravvalutata, ha sostenuto Bernasconi. Infatti, la sua capacità è limitata alla soluzione ultra rapida di problemi non lineari, cioè dalle molte variabili fra loro correlate, secondo schemi complessi. Dal canto suo Rizzoli si è detto scettico circa il dogma della sovranità, affermando come molti settori rimangano energivori per cui la transazione energetica non può che essere lenta e ragionevole. La trasformazione va percepita come conveniente anche in termini economici, oltre che tecnici, e la dipendenza da petrolio e gas sarà dunque ancora lunga. Gli specialisti hanno ricordato i rischi che incombono sul settore, fra cui quelli di sicurezza cyber, possibili mosse speculative e di natura geopolitica. La seconda parte dell’incontro ha ospitato panel di professionisti e sviluppato aspetti specifici della svolta energetica. Un tema ha riguardato la formazione e la collaborazione fra i diversi attori del mercato.
Formazione e collaborazione fra i diversi attori del mercato: temi importanti
La transizione energetica va percepita come conveniente anche in termini economici. Grossisti e distributori di prodotti termosanitari della professione che richiede agli addetti una gamma sempre più ampia di competenze in ambito tecnologico ma anche digitale. L’aspetto del servizio al cliente diventa sempre più prevalente e il collaboratore assume il ruolo di partner rispetto al cliente, con impianti che presto saranno in grado di automonitorare il loro funzionamento ed interconnettersi. Da qui l’esigenza di nuovi percorsi di formazione, anche continua, ed interventi scolastici ed aziendali che siano in grado di attrarre i giovani verso queste professioni di forte sviluppo.
Il ruolo degli architetti
Un altro panel è stato dedicato al ruolo degli architetti e delle linee guida nella realizzazione di nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni. È stata sottolineata l’esigenza e l’efficacia di un lavoro in team che coinvolga architetti, direttori dei lavori, costruttori, specialisti del riscaldamento e dell’impiantistica in generale, oltre all’utente. Quanto agli aspetti burocratici che caratterizzano queste fasi, è stato auspicato che esse diventino soprattutto garanzia di qualità della costruzione e dell’investimento che essa comporta, soprattutto oggi che il committente è più informato e ricerca spesso una qualità elevata, che a livello sia pubblico che privato dovrebbe avere la prevalenza sulla compressione dei prezzi ad ogni costo.
Energia, innovazione e futuro:
grande partecipazione al primo Forum dell’Energia
Fabio Sacchi, CEO di Sacchi Edizioni Tecniche & Commerciali, editore e organizzatore dell’evento
ll primo Forum dell’Energia – 21 maggio, Swiss Diamond Boutique Hotel La Romantica, Melide -, si è concluso con grande successo, registrando la presenza di oltre un centinaio di partecipanti tra istituzioni, aziende, professionisti, tecnici, progettisti, operatori del settore e rappresentanti del mondo economico e formativo.
Un risultato che conferma quanto il tema della transizione energetica sia oggi centrale per il futuro del Ticino e quanto sia forte la volontà di creare momenti concreti di confronto e collaborazione tra tutti gli attori coinvolti.
Nel corso dell’evento è emersa chiaramente una realtà ormai evidente: la transizione energetica non è più una sfida del futuro, ma una trasformazione già in atto che richiede visione, investimenti, competenze e soprattutto cooperazione.
Gli interventi degli esperti hanno evidenziato come il Ticino abbia già intrapreso un percorso importante verso la decarbonizzazione, con risultati concreti nella riduzione delle emissioni, ma anche come vi sia ancora molto lavoro da fare per raggiungere gli obiettivi fissati al 2050.
Tra i temi centrali affrontati:
– l’innovazione tecnologica e il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale nella gestione energetica;
– la necessità di semplificare alcuni processi burocratici;
– la sicurezza cyber delle infrastrutture energetiche;
– l’importanza della formazione continua e dell’attrattività delle professioni tecniche per i giovani;
– la collaborazione tra progettisti, architetti, impiantisti, istituzioni e utenti finali.
Particolare interesse ha suscitato il tema degli edifici intelligenti e degli impianti sempre più interconnessi, capaci in futuro di automonitorarsi, dialogare con la rete elettrica e ottimizzare autonomamente consumi e produzione energetica. Una trasformazione che renderà il settore energetico non solo più sostenibile, ma anche più efficiente e strategico per lo sviluppo economico del territorio.
Dal forum è emerso inoltre un messaggio condiviso: la transizione energetica potrà avere successo soltanto se sarà percepita come sostenibile anche dal punto di vista economico e sociale, oltre che ambientale.
Come organizzatori desideriamo ringraziare tutti i relatori, i partner, gli sponsor e i partecipanti che hanno contribuito al successo di questa prima edizione. L’entusiasmo riscontrato, l’elevata partecipazione e le numerose richieste ricevute da parte di aziende e sostenitori ci hanno fortemente incoraggiati a dare continuità a questa iniziativa.
Siamo quindi lieti di annunciare sin d’ora il prossimo Forum dell’Energia, che tornerà nel 2027 con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il dialogo, favorire nuove sinergie e accompagnare concretamente il percorso di innovazione e transizione energetica del nostro Cantone.

